martedì 18 luglio 2017

Aspettando Settembre

Fiore di Iperico


Una gita in un sabato afoso. E' meraviglioso, in piena estate, quando imperversa la calura, salire sui prati alti di montagna, e ritrovarsi ad una temperatura di 20° inferiore a quella di città, sotto nuvole basse che sfiorano le cime e i fianchi delle montagne intorno a prati di iperico sui cui volano, invisibili, le fate e le streghe.


Altopiano di Campo Imperatore: veduta dal rifugio Vado di Sole


Con il vento che soffia carico di pioggia e mi sfiora il viso inizio a sentire la nostalgia dell'autunno. Sono i capelli della Madre che muovono l'aria. Li stava pettinando, affinché potessero brillare d'oro sotto la luce del sole che limpido faceva spesso capolino tra le nubi.
Il paesaggio è silenzioso, le poche persone presenti in quel luogo le abbiamo lasciate nel rifugio dove abbiamo mangiato dopo la nostra camminata. La parola che riassume tutto è "pace". 


Freschi pascoli


Sarebbe ora di andar via, ma al solo pensiero di tornare nella caotica canicola cittadina, decidiamo per i 5 minuti di pennichella, con i finestrini dell'auto tutti aperti. 
Io però non posso perdermi nemmeno un secondo di quella bellezza. 
Avvolta in un maglione resto per un po' fuori, respiro profondamente, faccio qualche foto, ascolto:
una folata di vento, un battito d'ali, lo scricchiolio di un ramo secco sotto i piedi. Una farfalla, forse una piccola fata travestita, mi scambia per un fiore. 
Nella Natura c'è impresso il sorriso della Dea. 

"La natura è il divino reso manifesto, e noi la profaniamo a nostro rischio e pericolo" (Dion Fortune dal libro "Magia applicata")

Troppo spesso dimentichiamo di essere anche noi la Natura, e non esseri alieni al di sopra di essa. 

"Io sono il vento che soffia sul mare,
io sono un'onda dell'Oceano
io sono il mormorio dei flutti
io sono il toro dai sette combattimenti
io sono un avvoltoio sullo scoglio
io sono un raggio di sole
io sono l'albero più bello
io sono un cinghiale valoroso
io sono un salmone nell'acqua
io sono un lago nella pianura
io sono l'arte dell'orafo
io sono il vento della scienza
io sono la punta di lancia che dà battaglia
io sono il dio che crea nella mente dell'uomo il fuoco del pensiero.
Chi, oltre me, illumina l'assemblea sulla montagna?
Chi, oltre me, predice l'età della luna?
Chi, oltre me, mostra il luogo dove il sole va a riposare?" 
(prima versione del "canto di Amergin" da una traduzione di De Jubainville, riportata nel libro "I miti celtici" di T.W.Rolleston)

"Io sono un cervo dalle corna a sette palchi,
io sono una piena: attraverso una pianura,
io sono un vento: su un lago profondo,
io sono una lacrima: che il sole lascia cadere,
io sono un falco: alto sulla scogliera,
io sono una spina: sotto l'unghia,
io sono una meraviglia: tra i fiori,
io sono uno stregone: chi oltre me
infiamma la testa con il fumo?
Io sono una lancia: che ruggisce
io sono un salmone: in una pozza,
io sono un'esca: del paradiso,
io sono una collina: dove camminano i poeti,
io sono un cinghiale: crudele e rosso,
io sono un frangente: che minaccia rovina,
io sono una marea: che trascina alla morte,
io sono un infante: chi oltre a me
guarda furtivamente dall'arco del dolmen non sbozzato?
io sono il grembo: di ogni bosco,
io sono la vampa: su ogni collina,
io sono la regina: di ogni alveare,
io sono lo scudo: per ogni testa,
io sono la tomba: per ogni speranza
(2°versione, la "Canzone di Amergin", ricostruita da Robert Graves nel suo libro "la Dea Bianca")

Mentre le nubi si abbassavano su di me, e il mio sguardo si perdeva su quei prati di montagna colorati da fiori di ogni colore dentro i quali cercavo di entrare con la mia "lente da geologo", mi sentivo come una che è tornata definitivamente a casa e può disfare la valigia, e so che questa "sensazione", per vari motivi, si applica anche alla mia vita in generale, dove quella valigia (in senso metaforico) era lì da tempo ed è arrivato il momento di disfarla totalmente. 

Ed ora chiudo davvero la porta di questa mia "casa sotto la quercia" fino a Settembre, fino che il vento e le nubi d'autunno non avranno la meglio sulla morsa africana e i rami degli alberi sui monti non inizieranno a tingersi di giallo e rosso.

lunedì 10 luglio 2017

Della gentilezza e altre cose

Costa salentina sopra Otranto: il mare trasparente e gli scogli abitati da piccole alghe e granchi

Ho trovato un sasso, più grande della mia mano, a forma di cuore, pieno di rilievi e segni: è bastato osservarlo stringendo un po' gli occhi per vedere quei rilievi e quei segni prendere forma, per ascoltarne la voce e il messaggio che l'Universo, tramite esso, mi ha mandato. 
Eppoi...... respirare la salutare resina che esala nel calore del sole di mezzogiorno, staccare una foglia di mirto, strofinarla tra le dita e sentirne il fantastico e delicato profumo. Riempire gli occhi di bellezza, rigenerarsi nell'acqua limpida del mare, e ogni volta che si riemerge è come rinascere un pochino. Madre Mare <3 . Passeggiare mano nella mano con il Lupacchiotto sulla sabbia e sassi, ancora, dopo anni. Cose che lasciano un benefico segno, che resterà impresso nel ricordo per sempre. Piccoli sprazzi di bellezza che contano.

Pineta, fresca, ventilatissima, profumata di resina, selvaggia, da cui si intravede l'azzurro mare

Il sottobosco della pineta: un tappeto di aghi di pino, pigne, arbusti di mirto

Adoro camminare nel bosco (prediligo quelli montani, ma apprezzo anche la pineta marittima). Lo sento vivo, pulsante, ne percepisco il battito. 
Ultimamente non sopporto stare troppo tempo lontana dalla natura, dopo un pò di giorni inizio a sentirmi quasi male: mi manca il respiro, mi vengono doloretti sparsi, e il mio corpo grida il suo bisogno di muoversi tra i prati di montagna respirando aria fresca e ossigenata.
Non è una novità per me. Anche da piccola ero così. Passavo le mie serate estive nei campi dietro casa, a correre tra i girasoli o le lucciole sulla mia bici Alice, di colore blu e polvere di stelle, con il mio amico A.: andavamo in cerca di avventure, e ci divertivamo molto. 
Le montagne erano lì sopra la mia città, e spesso i nostri genitori ci portavano su, tra i boschi, per prendere l'acqua della fonte, per cercare qualche fungo, a fare un pic-nic o solamente per prendere un pò di fresco quando c'era la canicola estiva. 
E d'inverno....... la neve. 
Allora era tutto così semplice. 
Ricorderò sempre quella casa all'ultimo piano, la mia cameretta, mia madre che cucinava, che mi asciugava i capelli, la preghierina della sera, il brodino quando c'era la febbre, la ciotola dell'impasto della torta il sabato pomeriggio. Mamma ci ha insegnato a cercare di essere dignitose, ordinate, pulite. L'educazione era sacrosanta: guai (e guai veri!!) ad essere maleducati, a non portare rispetto, a non ascoltare il maestro della scuola, a disprezzare il cibo, a rispondere male agli altri, a dare spinte, a non dire grazie, a non essere gentili. 
E mi ricordo del primo romanzo letto in vita mia, all'età di otto anni: Piccole Donne, e sono rimasta affezionata a quella storia e a Jo che allora sentivo così simile a me.

"(Parla la Sig,ra March a Amy) Stai diventando troppo superba e presuntuosa mia cara, ed è giunta l'ora che tu ti corregga. Hai tante piccole doti, e virtù, ma non è il caso di pavoneggiarsi troppo perché la presunzione guasta la mente più viva. Non c'è rischio che il vero talento e la bontà passino inosservati a lungo, e se così fosse, la consapevolezza di possederli e di metterli a frutto ci deve bastare perchè è la modestia a nobilitare l'uomo." (dal libro "Piccole Donne" di L.M.Alcott)
"(Sempre la Sig.ra March, a Maggie) A me interessa solo ciò che pensi di te stessa. Se credi di valere solo per il tuo bell'aspetto un giorno ti troverai a credere di non avere niente altro che quello, ma il tempo consuma quella sorta di bellezza. Quello che non può svanire è il meraviglioso lavorio della tua mente, il tuo spirito, la tua gentilezza, la tua immensa forza morale. Sono queste le cose che mi stanno a cuore di te, bambina" (dal film "Piccole Donne")

Queste cose potrebbe averle dette mia madre.

A sentire oggi queste parole, qualcuno si potrebbe mettere a ridere. Termini come "modestia", "gentilezza", o "forza morale", sono considerati alla stregua dei dinosauri: estinti, roba antica e noiosa che appartiene al pleistocene.

Avevo scritto un papirone sul motivo per cui verso fine Giugno ho abbandonato FB, ma è già passato quasi un mese e quel post era davvero troppo lungo. Di sicuro, essendomi cancellata, da ora in poi non avrò più niente da dire in merito (già avevo promesso di non parlarne più).
Non voglio tediare nessuno per cui ho tolto il papirone e farò un riassunto veloce di quei motivi, che molto probabilmente non interessano a nessuno. Lo scrivo solo per le mie web-amiche:
- C'è troppa aggressività, permalosità, superbia, esibizionismo, arroganza, saccenza, invadenza, ipocrisia. E' difficile comunicare e condividere. Su FB spesso si ha la sensazione di essere come elefanti in una cristalleria, e non importa quanta cautela e gentilezza usi, finisci sempre col far saltare la mosca al naso a qualcuno o pestargli i piedi.
- Straripa di opinionisti tuttologi che senza alcuna competenza si sentono in diritto di dare lezioni a tutti su tutto, chi a favore e chi contro. Sono dell'idea che non è necessario dimostrare di avere sempre una opinione su ogni questione, e spesso il silenzio è d'oro.
- Mi è capitato troppo spesso e a mia insaputa di trovarmi iscritta a gruppi FB a cui non avevo fatto richiesta, o follower di pagine a cui non avevo messo alcun "mi piace".
- E' tutto uno spam. Ogni giorno ricevevo almeno due o tre inviti ad "eventi" di quelli in cui i predicatori, guru, santoni, mentori, facilitatori, sacerdotesse, pseudocounselor, moderne femministe fissate con utero/ovaie e annessi, life coach, eco-matriste, sciamani/e ecc...spesso improvvisati o privi di vere competenze, di cui FB straripa, vogliono venderti la loro spazzatura, sulla quale mi sono già pronunciata in altri post. E' tutto un gran da fare alla ricerca di adepti fedeli e paganti.
- FB e tutti i social, a quanto affermano numerosi studi, danno dipendenza e tolgono serenità. Io, per non avere dipendenze, non ho nemmeno mai fumato sigarette!
- E' una distorsione della realtà vera. La gente finisce col viverci dentro. La vita vera è altrove, ma se sei iscritta molti si aspettano che tu sia li presente e che li legga. Se ti "piacizzano" si aspettano che li piacizzi, se ti mandano cuoricini si aspettano che fai altrettanto, e se non lo fai capiscono che non hanno guadagnato il fan che si aspettavano e allora spariscono.
- E' pieno di gente convinta di cambiare il mondo "con i post", di sgomitatori in cerca di un posto al sole, ed io, che tutto 'sto sole mi fa venire l'eritema, sono stufa di tutto questo inutile chiacchiericcio.
- Tramite le app e in particolare i social, come insegnano gli "acher", siamo seguiti da una sorta di "grande fratello" in tutto quello che facciamo, che compriamo, i nostri dati sono venduti a caro prezzo alle aziende che così ci spammano le loro pubblicità a seconda di quelle che risultano essere le nostre tendenze e gusti.
- E' tutta una continua "bufala", oltre che la zona di confort dove scaricare tutte le paturnie personali.
- Ma vengo alla goccia che ha fatto traboccare il vaso, la ciliegina sulla torta che mi ha fatto alzare e andare a cancellarmi: per la terza volta dall'iscrizione ad FB, una tizia vattelapesca-boh che non conosco (non la stessa delle altre due volte, si tratta sempre di persone diverse), oltretutto in orario inopportuno, ha approfittato della messaggistica che collega FB al msn sul cell., per raggiungermi sul telefono pur non avendo il mio numero, lamentando di essersi offesa perchè non avevo accettato la sua richiesta di amicizia su FB. Ma ti pare??!?!? Riguardo le altre due, una si era lamentata (alle 2 di notte!!) perchè avevo messo un like ad un post di una persona che lei non gradiva, l'altra era furiosa sempre perchè non gli avevo concesso l'amicizia e minacciava "di mettersi il mio nome"..... ???!!? Ma è un mondo di matti! E pensare che mia madre si riguardava anche a chiamare la sorella se non era in un orario adeguato.
In tutta questa follia, mi risparmierò il racconto della "sacerdotessa" che ad un evento, ovviamente spammato su FB e che poi si è rivelato tutto diverso rispetto a quanto descritto nella locandina, si autodefiniva "regina" e mi ha cazziata perchè sorridevo al mio passato: "troppa ironia". La domanda è: chi sei? come ti permetti? a che titolo ti senti autorizzata a dirmi come mi devo comportare? Eppoi.... sseeeee, regina! :D
Ovviamente non dico che è così sempre, e su FB ci sono le mie amiche Simona-Any e Silvia (il motivo per cui non mi ero cancellata prima: non abbandonate i blog, vi pregoooo!!). Il fatto è che per me è davvero troppo.

Io sono oggi la stessa di sempre: una ricercatrice di leggende celtiche, di Antiche Armonie, di connessione con le energie naturali vitali, dell'essenza delle cose, di percorsi limpidi e luminosi, spesso solitari perchè interiormente sono un animaletto selvatico, e ho una idiosincrasia per ogni genere di leader. Le differenze di genere per me sono "polarità interattive tra loro" invece di considerarle "dicotomie". Continuano a piacermi le persone allegre, adoro creare e resto dell'idea che la grande maestra è la Natura: in essa risiede tutta la Magia.
Ovviamente la mia Avalon è sempre il sentiero su cui lo spirito poggia i suoi piedi.

Nella versione iperestesa di questo post, esprimevo il mio desiderio di vedere i valori della gentilezza, del rispetto, della semplicità, magari con un filino di umiltà, ristabiliti in questa società dove sono andati persi insieme al senso della libertà, del coraggio, della comunità, del dono, della natura, dell'educazione verso le esigenze altrui, della verità, della vita vera, dell'operosità (FB ruba molto tempo e ti accascia seduto dietro ad uno schermo), della bellezza e a volte, per alcune persone, anche del rispetto di se, nell'inseguire l'illusione di non essere un numero tra tanti. C'è chi rinuncia a se stesso pur di essere parte di qualcosa. Quello che leggiamo ovunque è che devi affermare te stesso. Il messaggio nascosto in questo è che se non lo fai sei un perdente. La realtà delle cose è che pochi diventano veramente qualcuno, servono troppi elementi convergenti, e dobbiamo farcene una ragione. Siamo in un mondo che lascia tutti soli: ci vuole coraggio ad essere nessuno.

"La bellezza è lo spirito della Terra, la fonte di energia di ogni evento sovrasensibile, il magico luogo degli atti di consapevolezza delle donne di conoscenza, l'incorruttibile impulso dell'eternità. La bellezza è il grande sentiero e il grande ritorno.
[...] Le terre dell'incanto (nb: ciò che io chiamo Avalon) sono un luogo sovrasensibile ma percorribile come una dimensione reale.
[...] Ero seduta su una grande arenaria. Fissavo una macchia verde scuro, sulla montagna di fronte. Poi smisi di essere consapevole di fissarla, e la mia attenzione si rivolse con totale distacco ai suoni della bellezza tutto intorno. [...]. Allora compresi quanto la percezione di una donna di conoscenza fosse vincolata all'intento e alla consapevolezza silenziosa, e come le fosse possibile accedere ad una dimensione sovrasensibile che era l'esatta proiezione di una dimensione reale." (dal libro "l'Altra Estensità" di Haria)

Ed io?
Io me ne torno nel bosco da cui sono venuta.

"Siccome percepire l'energia della bellezza è condividerne l'intento, ecco che percezione, corpo, intento e consapevolezza silenziosa - l'essere al gran completo - entrano nelle emanazioni e l'essere 'sparisce dalla scena'. 
[...] Immagina  che fine farebbero, entro un evento di bellezza, il denaro, il potere, l'arroganza, i mille trucchi che l'essere umano inventa per dominare, distruggere l'essere umano, per sentirsi demiurgo dell'esistenza nel tentativo di eludere la certezza della morte. L'essere umano preferisce il trucco alla verità, ed è impeccabile nel gestirlo fino allo stremo. Non intende cambiare perchè non accetta di mettersi in discussione e non ammette la realtà di un altro mondo perchè non vuole rischiare di doverlo riconoscere, perchè se lo riconoscesse perderebbe tutte le sue vecchie certezze. Cosa possono fare le donne di conoscenza di fronte a tanta stupidità? Niente, se non proseguire nel loro cammino di libertà. Almeno per ora." (Ancora dal libro "l'Altra Estensità" di Haria).


Sul web, per chi non ha i miei contatti, mi trovate solo qui, ogni tanto, se mai avessi qualcosa da scrivere, da mostrare o da condividere. Eppoi la mia amica Simo non torna fino a Settembre, e senza di lei non mi diverto: ripeto, io prediligo la condivisione, e quindi chi racconta una favola, una ricetta per i biscotti di Natale, chi mi parla di una emozione, della zucchina che è riuscita a far crescere nel suo orto, del suo lavoro artistico, fotografico, artigianale, di una sua ricerca, di un luogo magico, di una leggenda, di un sogno, di uno scritto, di un'idea.... sembrano niente, e invece sono semini di luce.